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Azz… me lo sono scordato aprile 27, 2007

Posted by Lo Scafo in Mi ricordo quella volta che, Non so che scrivere.
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ScordatoSe in vita mia non avessi mai perso tempo per tornare indietro a raccattare qualche cosa che m’ero scordato oggi sarei ancora minorenne.

 

 

 

I think you’ve missed airport aprile 16, 2007

Posted by Lo Scafo in Mi ricordo quella volta che.
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Aereo

Questo episodio mi è tornato in mente grazie ad Ebu, che tra poco sarà miliardario grazie alla sua nuova trovata: http://capitaatuttidifarecazzate.wordpress.com/

Dovevo tornare a Roma da Londra. Vado con il treno a Gatwick, da dove ero arrivato.
Vado al check in della Virgin con degli appunti un po’ confusi… il tipo comincia a controllare… fa una faccia strana, parlotta con un altro… poi mi dice “I think you’ve missed airport”.
Il mio aereo partiva da Heathrow.

Il pulmino da un aeroporto all’altro costava solo 18 sterline (50 sacchi delle’epoca). Mi erano rimasti solo un po’ di (franchi?) Belga (che avevo cambiato all’andata per comprare le sigarette al duty free). Ricambiati quelli in sterline e pago il biglietto ed arivo ad Heatrow metre il mio aereo partiva senza di me.

Arrivato convinsi quello al banco della virgin che l’errore era stato loro – rischiando di far licenziare l’operatore con cui avevo parlato – e quello mi diede un biglietto per il giorno dopo. Mi era rimasta una sterlina con cui mi presi una patatina fritta al burger king. Stavo morendo di fame, vedo che arriva un aereo dall’italia, fermo un passeggero, gli spiego la situazione e lo imploro di darmi 3 sterline per un hamburgher, quell’infame mi dice di no.

Rimango su una panca con il mio carrello vicino, avevo solo un Dylan Dog (comprato all’andata) che avrò letto 15 volte, riuscendo con un opera di autosuggestione a mantenere sempre uno strascico di interesse.

Neanche 10 anni fa dicembre 22, 2006

Posted by Lo Scafo in Informatica, Mi ricordo quella volta che.
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Byte

Ho comprato l’Amiga 500 nel 91 o nel 92, durante le vacanze di natale avevo fatto volantinaggio (50.000£ al giorno), sotto natale fu facile vendere il c=64 con circa 3000 giochi, diverse utility, monitor a fosfori verdi e drive per i floppy.

L’Amiga era un altro pianeta, 1MB di ram e sistema operativo grafico.

Credo di aver realizzato solo nel nuovo millennio come la schermata iniziale del C=64 fosse un sistema operativo vero e prorpio.

La cosa strana del lavorare senza disco fisso era che il problema di spazio era concentrato solo sulla ram: quando finiva non si poteva andare avanti.. salvavi su dischetto (da 720kb) e continuavi da dove eri arrivato. Facevo anche qualche animazione.. salvavo i vari pezzi in file diversi e quando li montavo in sequenza sulla videocassetta.

Alla fine il problema del peso di un file non si poneva: un dischetto poteva si finire, ma solo dopo averci salvato diversi file.

Un bel (o brutto) giorno mio padre ci regalò un PC…

Il concetto di disco fisso era così alieno dal mio modo di approcciarmi al pc, sapevo che c’avevo una memoria da 16mb (la ram) ed una da 2GB(l’hard disk). Erano dei valori talmente esagerati che non riuscivo mai a capire e ricordarmi quale fosse uno e quale l’altro.

Una sonora botta di culo ottobre 9, 2006

Posted by Lo Scafo in Mi ricordo quella volta che.
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PortafogliDa ragazzino avevo un portafogli che mi piaceva molto: si apriva a fisarmonica ed aveva un sacco di scompartimenti (tipo quello dei benzinai) ed era dell’Invicta.
Dentro c’era una succursale di camera mia, credo che nei momenti di massimo auge abbia sfiorato il kg di peso, senza monte chiaramente – visto che di soldi ce ne stavano sempre ben pochi.
Una volta camminando su “Via la nebbia” lo persi, pasasi una notte a rosicare e la mattina dopo una mia compagna di classe mi disse “Paolo, ma che hai perso il portafogli” io “Si, che ne sai tu???” e lei “eccolo, l’ha trovato mia madre”.

Onda anomala settembre 18, 2006

Posted by Lo Scafo in Mi ricordo quella volta che.
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Onda anomalaIeri stavamo in macchina sulla magliana nel tratto che va dal raccordo a Parco de’ Medici. Il nubifragio era da poco finito e stavamo con i finestrini aperti, una macchina passando nel senso opposto ha alzato una pozzanghera che è entrata in macchina arrivando a bagnare il lunotto posteriore, Francesco al volante è quello che s’è fracicato di più.

2 anni fa sulla stessa strada, nello stesso periodo e con le stesse condizioni atmosferiche stavo tornando a casa con il mio – all’epoca – nuovissimo scooter Ancora non avevo parabrezza, giacche tecniche e copetina del tucano, stavo con un vecchio impermeabile da fantino.

Avanzavo con la visiera aperta perchè se no si appannava e l’impermeabile sopra le gambe formava una conchetta che si riempiva subito d’acqua (inutile svuotarla) il cui scolo finiva dritto dritto dentro le mie scarpe.

Avanzavo senza perendere fiato tra una bestemmia e l’altra quando vedo un tir che di gran carriera sopraggiunge nel senso opposto. Istintivamente abbasso la visiera, giusto in tempo per proteggermi il volto da un’onda anomala composta da una fanghiglia di acqua piovana, pozzolana catrame e benzina.

La maggior sorpresa fu la temperatura dell’acqua: nella frazione di secondo prima di essere colpito mi ero preparato ud una doccia gelida, niente affatto, quella melma raggiungeva almeno i 30°, il calore passo attraverso l’impermeabile la felpa e la maglietta.

Non c’è(ra) niente da fare giugno 27, 2006

Posted by Lo Scafo in Mi ricordo quella volta che.
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CrashSono pasati più di 10 anni eppure mi sembra ieri quando feci il danno domestico più grande della mia vita.

Diciamo che il guaio non derivò da una mia distrazione ma da un danno invisibile di moblie che in seguito ad un mio gesto ne causò uno ancora più grave (di danno, non di mobile).

Ebbene, nella nostra casa c’era questo moblie lungo circa 2,5 m ed altro forse 1.20 posto davanti ad una presa della corrente, ora non so per quale motivo dovevo colelgare qualche cosa a quella presa. Quando vado a spostare il mobile succede che si stacca una zampa anteriore, caso volle che avevo messo male la mano su quella parte, in pratica avevo solo anulare e mignolo a contatto col legno.

il mobile mi piegò le dita e cadde.

A causa della forza di gravità presente sul pianeta terra il contenuto dello stesso andò a rovesciarsi in avanti aprendo i labili sportelli che chiudevano il compartimento.

Ora non vi ho detto che il mobile in questione conteneva tutti i servizi di ceramica pregiati che possedevamo.

Non credo di aver mai provato una sensazione di impotenza pari a quella: i piatti andavano per terra uno per volta a velocità impressionante mentre la mia mano dolorante mi impediva qualsiasi tentativo di rimedio.

Piano piano vidi in sequenza: scodelle – piatti piani – piattini da frutta – bicchieri – teiera – servizio da te fiondare per terra e sfasciarsi. Prendete il rumore di un piatto che si rompe, elevatelo al cubo ed allungate la sua durata ad una decina di secondi, aggiungeteci pensieri tipo “Che palle mo’ tocca pure pulire”, urla spaventate di mia madre e delle mie sorelle, una gatta terrorizzata che fuggiva per casa ed avrete un quadro completo.

Il piccolo Naviglio giugno 9, 2006

Posted by Lo Scafo in Mi ricordo quella volta che.
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Piccolo NaviglioDa tempo volevo inaugurare questa nuova categoria "Mi ricordo quella volta che", dove quando non avrò nulla di meglio da fare scriverò qualche aneddoto che mi salta in mente senza ragioni precise.

Altra novità del giorno: abdico ufficialmente il nome "eP9" per "Lo Scafo", purtroppo aggiornandolo me lo ha cambiato su tutti i post (non i commenti…), avrei preferito che rimanesse, ma pazienza, me ne farò una ragione.

Venendo al post del piccolo naviglio… avete presente quella canzoncina per bambini "c'era una volta un piccolo naviglio… c'era una volta un piccolo naviglio… c'era una volta un piccolo naviglio… che non voleva e non sapeva navigar…". Insomma alla fine della canzoncina 'sto naviglio affonda e/o muore, ora non mi ricordo.

Fatto sta che una volta da bambino (5 o 6 anni) stavo alla festa di mio cugino Massimo e non sapevo cosa fosse un naviglio, io credevo fosse tipo un insetto innocuo con le sembianze di quello che vedete nell'immagine. Il fatto è che sta canzoncina era tipo andata in loop e non finiva mai e a me dispiaceva per 'sto povero naviglio che moriva ogni volta, inoltre mi incazzavo sempre più con quella vocina tutta allegra che cantava la morte del povero animaletto della mia fantasia.