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Lettera da un’amica che si tiene marzo 2, 2006

Posted by Lo Scafo in La posta del cuore.
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LetteraSiccome voglio evitare di scrivere parole infondate e siccome credo ancora nella Legge, quale unico strumento per la salvaguardia dell’individuo riporto alcune sezioni della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione, parte integrante della Costituzione Europea e poi alcuni articoli della nostra Costituzione

Costituzione Europea
PARTE I – Titolo II – Articolo I-9

1. 1. L’Unione riconosce i diritti, la libertà e i principi sanciti nella della Carta dei Diritti Fondamentali
[…]

PARTE II
Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione
PREAMBOLO

[…] L’Unione si fonda sui valori indivisibili e universali della dignità umana, della libertà, dell’uguaglianza e della solidarietà

Titolo I – Articolo II-61

La dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata e tutelata

Titolo I – Articolo II-63

1. Ogni persona ha diritto alla propria integrità fisica e psichica.[…]

Titolo I – Articolo II-64

Nessuno può essere sottoposto a tortura, né a pene o a trattamenti inumani o degradanti.

Titolo II – Articolo II-70

1. Ogni persona ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione […] di manifestare […] individualmente o collettivamente, i pubblico o in privato […]

Titolo II – Articolo II-71

1. Ogni persona ha diritto alla libertà di espressione. Tale diritto include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera.
2. La libertà dei media e il loro pluralismo sono rispettati

Titolo III – Articolo II-80

Tutte le persone sono uguali davanti alla legge.

Titolo III – Articolo II-81

1. E’ vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l’origina etica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l’appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, l’età o l’orientamento sessuale.

Titolo VII – Articolo II-112

Eventuali limitazioni dell’esercizio dei diritti e delle libertà riconosciuti dalla presente Carta devono essere previsti dalla legge e rispettare il contenuto essenziale di detti diritti e libertà.

COSTITUZIONE ITALIANA
PRINCIPI FONDAMENTALI

Art. 2.

Tutte le persone sono uguali davanti alla legge.

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Art. 3.

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
[…]

PARTE I
DIRITTI E DOVERI DEI CITTADINI
TITOLO I
RAPPORTI CIVILI

Art. 13.

La libertà personale è inviolabile.
Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell’autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge.
In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l’autorità di pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all’autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto.
È punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà.

Art. 19.

Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume.

Art. 21.

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

Per il testo completo:http://www.quirinale.it/costituzione/costituzione.htm

Mi rendo perfettamente conto che un sunto di questo genere è ben poca cosa, ma almeno serve a dare un’idea di massima dell’ambito costituzionale in cui è inserita l’Italia. In ognuno degli articoli riportati è sempre presente e marcata la dignità dell’individuo.
Non sono una giurista e neanche una costituzionalista, quindi non posso dare giudizi critici o di merito, anche e soprattutto perché è stata redatta dai rappresentanti dell’UE incaricati, presupponendo fossero in grado di svolgere questo lavoro.
Il fatto poi che anche la nostra Costituzione riporti tali principi con gli stessi contenuti dovrebbe semplicemente farci pensare a dove la “società civile” italiana stia andando…
Si parla di tolleranza, ma appena vediamo un diverso (e parlo di diversità in senso generico e molto ampio) ci scagliamo contro i suoi principi o i suoi credo.
Si guarda prima di tutto a quello che ci è immediatamente circostante, non allontaniamo lo sguardo per più di 10 metri intorno a noi…e poi? E poi quando accade che in una regione poco più su della nostra città qualche cosa non va come dovrebbe, quando un immigrato viene pestato (non mi viene in mente un altro termine) dalle forze dell’ordine.
Un ragazzo che per strada si sente male, che magari non è uno stinco di santo, ma ha solo 18 anni e guarda caso, dopo un controllo da parte delle forze dell’ordine decede…sembra fosse stranamente percosso…
Rubo un fiore…attento che ti sparano.
Sto scrivendo e magari mi accuseranno di… chissà che cosa, tanto ormai basta molto poco per avere alle calcagna qualcuno che ti indaga…
Ora BASTA ! Bisogna scriverlo a grandi caratteri.eP9, ti lascio in memoria questo estratto, sperando che non mi stravolgano definitivamente i fondamenti della nostra Repubblica.
Non aggiungo più neanche una riga.
Cy

Lettera da un’amica piemontese febbraio 28, 2006

Posted by Lo Scafo in La posta del cuore.
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Lettera
La padania, prima di tutto, non esiste.
Esiste un partito, la Lega Nord, che tramite una comunicazione serrata ha, in questi anni, inculcato il termine padano nell’immaginario collettivo. Esiste geograficamente solo la Pianura Padana, che attraversa in diverse misure quasi tutte le regioni del Nord, ma che non identifica il Nord dato che la composizione territoriale e, soprattutto, culturale è variegata.
I Piemontesi, ad esempio hanno ben poco in comune con i Veneti, a loro volta diversi dai Friulani, per ragioni storiche, socio economiche e culturali. Pretendere di voler creare intorno al concetto di padania un aggregato sociale omogeneo è assolutamente errato. Cerchiamo di capire perché.
1 La Lega esalta la differenza tra Nord e Sud, pretendendo di trovare nel Nord caratteristiche comuni che come detto non esistono, si tratta di una contraddizione innegabile.
2 La Lega Nord non rappresenta il totale sentimento politico di tutti gli abitanti delle regioni nordiche, è innegabile però che ha trovato terreno fertile in una cultura di chiusura identitaria, la stessa che ha permesso peraltro una crescita dei partiti fascisti in altre regioni.
3 Vorrei inoltre sottolineare che in molte regioni del Nord esiste una forte tradizione antifascista, dovuta al determinante ruolo storico giocato dalle formazioni partigiane durante la Resistenza.
Ho voluto proporre questo post a Paolo perché non tollero ulteriormente di essere appellata padana, per me sinonimo di leghista. Nel mio sperduto paesino nelle risaie, la cultura antifascista ci è stata tramandata come elemento fondante della nostra crescita personale (un pò come la polenta col latte!).
Ogni generalizzazione racchiude una visione limitata delle culture, sia quella dei leghisti nei confronti dei “terroni”, sia di chi accomuna con il termine “padano” gli abitanti delle regioni del nord.