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Sette a Zero novembre 20, 2006

Posted by Lo Scafo in Arrampicata, calcio.
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7 a 0La Roma ha battuto 7 a 0 il Catania, da più parti si sente dire “si dovevano limitare”, “perchè umiliarli” etc. etc.

Non sta ne in cielo ne in terra, il Catana viene all’Olimpico ed affronta una Roma che schiera la formazione al completo ed in salute… il Catania gioca con il 4-3-3 (per i profani la formazione più “offensiva” nel calcio) e parte all’attacco… la Roma segna 4 gol nel primo tempo.

Comincia il secondo tempo, il Catania continua ad attaccare, la roma in contropiede fa il quinto. Il Catania continua ad attaccare e la Roma la buca altre due volte.

Se il catania voleva evitare l’umiliazione avrebbe potuto evitare di attaccare, cercare di addormentare la partita.

Qualcuno ha detto “giocavano pure in 10…” se una squadra gioca in 10 è perchè s’è fatta espellere un giocatore (che tra l’altro aveva rifilato una vistosa gomitata).

Nessun giocatore della Roma è andato a spernacchiare quelli del Catania (questa sarebbe stata antisportività), semmai l’allenatore della Roma sotto gli spogliatoi ci ha tenuto a stringere la mano a tutti gli avversari.

Il pubblico ha pagato il biglietto, un professionista non può smettere di dare lo spettacolo per cui è pagatò a metà dell’opera.

Fortunatamente qualcuno ha detto la verità, cioè che lo sport è anche questo…

Io faccio arrampicata sportiva e se “non mi tengo” è possibile che non mi “schiodo” (non riesco a partire) su una via, se sbaglio un passaggio volo per aria anche da 20 metri. Nessuno mi scolpisce altre prese se io non tengo quelle che ci sono. Quando non sto in forma so che mi devo limitare, se è una giornata no o smetto o mi provo cose semplici.

Quando uno si sente in forma va, se poi il compagno non è all’altezza della via che uno prova pazienza si farà altro tiro dopo… Ho fatto sicura a gente molto più forte di me su vie che non avrei potuto attaccare ed al contratio mi è stata fatta sicura da gente che sulle vie che provavo io aveva molte diffcoltà. Nessuno si è mail lamentato, non è scritto da nessuna parte, ma la prestazione del più forte viene sempre per prima.

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L’ultimo viaggio de “La Scafo” agosto 23, 2006

Posted by Lo Scafo in Arrampicata, Eventi, Totale.
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Ultimo Viaggio..L’ultimo viaggio …non so se solo in senso cronologico o definitivo… certo è che quello a Rodellar è stato per la scafo uno dei viaggi più duri: all’andata la decisione di affrontare 2 valichi anzichè la comoda autostrada ha richiesto una potente rimboccata al radiatore nonchè una raffreddata ai freni una volta giunti a valle; al ritorno il rischio di chiamare l’ACI si è manifestato come uno spettro e se non fosse stato per lo spirito d’iniziativa dell’Anonimo Anarchico non so se saremmo riusciti a ricaricare la frizione.

La Scafo e la Caxxo ci hanno comunque condotti in uno dei paradisi dell’arrampicata mondiale, non che ne abbia visti chissà quanti ma di certo la gola di Mascun (Barranco de Mascun) è il posto più affascinante, completo e coinvolgente dove io abbia scalato da quando vado su roccia, cioè poco più di due anni.

Per arrivare a Rodellar si lascia la statale a metà strada tra Barbastro e Huesca (città che da il nome all’intera regione) e si sale 50km per una strada piccola ma ottimamente asfaltata, quando la strada finisce si è arrivati, da quel punto in poi si estende l’impressionante gola sorvolata dai grifoni.

Arrivati al Camping Mascun ci siamo subito accorti che per affrontare gli strapiombi della Gran Boveda (il settore forse più celebre, con vie tutte al di sopra del 7a+) avremmo dovuto farci fare almeno 2 o 3 rasta, pare infatti che per un principio di sansoniana memoria le trecce alla Bob Marley diano la forza necessaria a tenere le splendide canne che adornano le multicromate grotte dei vari settori.

Forti dei Piercing di Bibo e dei miei tatuaggi abbiamo pensato che tuttosommato eravamo abbastanza fricchettoni anche noi e per evitare discriminazioni abbiamo provveduto a ridurci allo stadio di punk a bestia nel giro di 48 ore, adottando subito Sacco di Merda, Flusso di Piscio e Latte Macchiato ovvero i tre cani dei nostri vicini di trenda come da noi ribattezzati.

L’atmosfera del campeggio era tra le più rilassate che abbia incontrato, paragonabile giusto a quella del SALOS in salento. L’impatto poi per me è stato ottimo, il primo giorno ho perso il telefonino (assolutamente inultile a Rodellar, pare prenda a tratti solo in un punto del settore “El Camino”) per ritrovarlo alla reception, rispetto ad Ailefroide dove ci avevano aperto le tende e fregato l’ira di Dio…

Le giornate sono andate avanti in maniera splendidamente ripetitiva, movimentate dagli arrivi e dalle partenze di vari amici che improvvisamente ci ritrovavamo al campeggio.

Le altre tappe (Albarracin e Mallos) le abbiamo lasciate per la prossima volta, anche se le pareti di Mascun offrono una tale varietà di tiri da affossare ogni desiderio di esplorare altri posti.

In due setimane siamo passati da placche a strapiombi, da vie di 12 metri con passaggio singolo a vie con 40 metri di continuità, dallo schianto del mio cranio su una via con spittatura allegra (con tanto di crepa sul sopracciglio saturata da una splendida dottoressa spagnola con un punto di sutura) alle prestazioni di Bibo (7B+) Luigi (7B) ed Ebu (6C+).

Oggi si ricomincia a lavorare e tuttosommato non mi è presa male, il dirigente mi ha fatto trovare una splendida poltroncina-divano al posto della mia sedia per facilitare i miei sbraghi pomeridiani, dimostrando un’ironia davvero apprezzabile.

Novantanove luglio 27, 2006

Posted by Lo Scafo in Arrampicata, Eventi, Totale.
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novantanoveQuesto è il post numero 99, mi sembra quello opportuno con cui salutarvi per l’estate. Starò un’altra settimana a Roma ma in questi giorni non ho molta voglia di curare il blog.

Ci si rilegge a fine Agosto quando Rodellar, Albarracin e Mallos de Riglos saranno ormai esperienze fatte non una ambita meta soddisfacenda.

Ritorno a Frosolone luglio 3, 2006

Posted by Lo Scafo in Arrampicata.
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RinvioA dire il vero questo post l’avrei voluto scrivere la settimana scorsa, quando siamo tornati a Frosolone.

Quando si ritorna in una falesia dopo un anno di allenamento la curiosità è tanta, ci si ricorda di tiri durissimi, di passaggi fatti solo dopo decine di voli, o quella via sulla quale ci si era cimentati nonostante il grado risultasse proibitivo.

Lo sport non concede grandi boriosità: il culo, la sfiga, la forma, la testa da un altra parte sono sempre fattori relativi… il ritorno a Frosolone avrebbe dato un responso alle domande:

– Quanto ci tenevamo lo scorso anno?

– Qant’è stato il margine di miglioramento???

Più che un responso da temere si trattava di una curiosità che le vie di Sperlonga, Bassiano e Ripa non ci possono soddisfare.

Arrivati abbiamo deciso di fare la Dariata, tutte le vie da sin a dx, nelle ultime ore di luce si arrampicava bene ed ho riscoperto caratteristiche di frosolone, tipo che i buchi nella roccia sono al contrario: svasi sotto e piatti sopra, che è il regno del “manopiede” (dio salvi gli ultimi mesi di stretching), che le vie – molte delle quali tracciate da Fiorino – seguono delle linee un po’ arzigolate.

In buona sostanza ci siamo resi conto che i voli su quella via (data 6a) non erano dovuti agli eccessi dell’alcol della sera precedente ma al fatto che il passaggio nel bucone ha il suo perchè, che Slayer ormai si fa (io non l’avevo mai provata, ma l’alone di leggenda che la ricopriva destava curiosità), che le vie vicino al corridoio fresco e ombreggiante (fino alle 13.00) sono belle, dure e rigorosamente esposte al sole.

Altra scoperta è stata che i temuti cartelli di divieto di campeggio sono solo nella fantasia dell’amico Matteo e che il ristorante li vicino è buono ed economico, sta volta l’avvicinamento l’abbiamo fatto “solo” con attrezzatura, tende, stuoini, vestiti, tanica d’acqua… legna, griglia, carne e altro cibo ce li siamo fatti servire al tavolo.

 

Alla faccia de Guadagnolo giugno 12, 2006

Posted by Lo Scafo in Arrampicata.
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Il CalvoSabato siamo andati a scalare a Guadagnolo dove ero stato solo una volta lo scorso anno tra l'altro facendo solo due o tre vie per vedere se la mia spalla che mi teneva fermo da un mese mi consentiva una vacanza arrampicatoria.

Mi ricordavo di guadagnolo un 6A che mi aveva messo in crisi, domenica ero convinto di prenderemi una bella rivincita (ormai sui 6a me ce scardo io… pensavo …) cosi' come avevo fatto domenica scorsa su una via di Ferentillo ero convinto che me la sarei bevuta e messa nel mio bagaglio di vie liberate al volo…

A farmi sicura c'era l'amico Dario, ritornato in falesia dopo un mese, che insisteva per scaldarsi su qualche cosa di più semplice, ma io l'ho ingnorato.

Ebbene vado su sta via (chiamata "il calvo") e dopo i primi metri comincio a notare come tutti gli appigli siano in realtà svasi o microtacche… e all'assenza totale di appoggi per i piedi. Arrivato alla terza o quarta rinviata fatta con bloccaggio e piede a penzoloni ho dovuto esclamare la fatidica "BLOCCA!!!"

Insomma sto cavolo de "Il Calvo" mena, l'ho montata co tre resting e so sceso col braccio sinistro in acciaio.

Quando è troppo… maggio 12, 2006

Posted by Lo Scafo in Arrampicata, Clamoroso al Cibali.
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MontagnaNon so come (anzi lo so…) ma qualcuno è arrivato su “Lo Scafo” cercando su google “i0 0di0 la m0ntagna” (ho messo gli 0 al posto delle o per non far crescere il ranking su questa bestemmia). Ebbene costui sappia che questo blog è decisamente montanaro, se si parla poco di montagna è solo perchè se no cado nel monotematico.

P.S.

– Nell’icona è rappresentato un cuore che sale in montagna.

– L’icona è puramente rappresentativa, imbragare il cuore è pericoloso.

– La tecnica di progressione rappresentata nell’icona non deve essere presa a modello poichè la corda viene fatta passare direttamente nel fittone resinato.

– La corda va legata all’imbrago tramite nodo, nell’icona ciò non è debitamente rappresentato.

– Le proporzioni Montagna-Fittone-Cuore sono del tutto casuali, i fittoni sono in realtà molto più piccoli rispetto ad una montagna, il cuore dipende da voi…

– Lo Scafo declina qualsiasi responsabilità per chi tentasse di utilizzare la suddetta icona come riferimento per tecnica di arrampicata.