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La fabbrica di San Pietro gennaio 31, 2007

Posted by Lo Scafo in Eventi.
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La fabbrica di San PietroSto per traslocare, in questi giorni sono stato fisso a lavorare a casa nuova per risistemarla, senza l’aiuto di E-Wiz e Scott sarei ancora a caro amico.

La casa sta venendo bene e questo è un problema: più le cose nuove ti piacciono più trovi difeti in quelle vecchie… quell’armadio a muro… fa schifo… lo devo rifare… dopo tutto il culo per raschiare, antimuffire, isolantare, stuccare maneggiare una volta, maneggiare due volte e rifineggiare posso tenermi quell’accrocco???? Ieri stavo mettendo in uno scatolone la robba del cassetto “buricrazia” tra fatture della luce del 2002, ricevute di raccomandate inviate a chissachì e multe di 292.000 lire ho trovato 50€ nuovi vuovi. Li ri-investo subito nell’armadio: con altri 100 dovrei comprare tutto, con 3 giorni di lavoro lo monto.

Ritardo di una settimana il trasloco.

Poi mettete fine alle mie smanie, please.

L’Ironia gennaio 24, 2007

Posted by Lo Scafo in Ho studiato sociologia, Le mie battaglie, Robba seria.
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Smile che ride e piangeL’Ironia è una cosa seria. Non so se è possibile vivere senza, per me non sarebbe possibile: dovrei innanzitutto cambiare tutte le mie amicizie. “Sparare cazzate” è un’attività, a volte faticosa, ma che mi trovo per osmosi a portare avanti con la quasi totalità delle persone che conosco.

 

C’è una componente per me importantissima nel modo in cui una persona scherza e/o fa battute e mi sono accorto con gli anni che per me è un filtro fondamentale. Mi sono imbatuto varie volte in individui che per definizione “erano simpatici” o “facevano morire dal ridere”, spesso si trattava di persone che avevano un buon campionario di battute: una per ogni occasione. Raramente erano battute originali (quasi sempre rubate ad un film o riadattate da barzellette).

 

Una battuta non può essere ripetuta ogni volta che se ne presenta l’occasione, se è una particolarmente divertente bisogna anteporre “Come si dice in questi casi”. Se la battuta non è improvvisata bisogna in qualche modo dichiararlo. Se la battuta è di un altro va citata la fonte. Non so, a volte mi è capitato di chiedermi come fosse possibile che la gente ridesse ad alcune battute alla decima occasione in cui una persona la ripeteva, oppure quando era chiaramente una “frase fatta” mascherata da battuta originale.

Fare le battute richiede una deontologia.

Apocalypto gennaio 18, 2007

Posted by Lo Scafo in Cinema.
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apocalypto ronaldinho

Il film Apocalypto è una schifezza.

La somiglianza tra Zampa di Giaguaro e Ronaldinho non salva il film.

La prima metà del film (fino all’ eclissi per intenderci) si potrebbe anche salvare, peccato sia completamente inutile: nella seconda parte del film i personaggi passano da 10.000 a 7, dei restanti 9993 due muoiono e degli altri non si sa più nulla.

Divertente la citazione di twin peaks, la bambina che parla spiritata con i sottotitoli è roba già vista (e citata nei Simpsons nella puntata “Chi ha sparato a Mr. Burns?”)

Il film è praticamente un remake della fuga Rambo con l’aggiunta di una scena rubata a “Il Fuggitivo”: Rambo (Alias Zampa di Giaguaro) infatti qui si butta da una cascata (come fece anche Milhouse in una storica puntata dei Simpsons) ma.. sorpresa delle sorprese questa volta anche gli inseguitori si buttano appresso a lui.

Rifacendomi al filone cinematografico inaugurato con uno dei primi post di questo blog posso dire che visti i personaggi e le ambientazioni mi sarei aspettato qualche scena di arrampicata in più.

Venedo al dunque :

A) Quando Zampa di Giaguaro cala la moglie ed il figlio nel pozzo avrebbe potuto usare un discensore, bastava un secchiello per una calata in doppia.. con lei al nono mese avrebbe dovuto usare più precauzioni.

B) Poco prima di arrivare al tempio dei sacrifici i prigionieri passano su una mulattiera costruita evidentemente come base per delle splendide falesie, sembra essere un calcare molto vario… unica cosa mi sembravano un po’ lisce alcune strisce di roccia.. avete presente quando scalate su calcare e ci sono quelle placche liscissime su cui neanche una suola Five-Ten con il mastice sotto terrebbe??? ecco, quelle li.

C) Nella fuga Zampa di Giaguaro sale su un albero, un misto tra la camminata del gatto nel parkour ed un 3c di placca appoggiata.

D) La cascata da cui Rambo si butta porta alla memoria le calate in forra. La cascata non è armata però, o almeno i protagonisti non erano muniti di corde statiche da calata. Altra ipotesi i protagonisti erano dei forristi proveti, andavano infatti in “free” (caso unico nella storia del torrentismo che io sappia), il tuffo dalla cascata di 30 metri è però fatale ad un inseguitore, gli sarebbe bastato un caschetto.

E) La moglie di Rambo prova a risalire il pozzo in cui lui l’aveva nascosta: scala malissimo, sarebbe bastato un GriGri per risalire in autosicura. Senza grigri usa questa corda salendo solo con le mani, la telecamera si sofferma nell’unico momento in cui utilizza i piedi. Pessimo il figlioletto che neanche prova a mettersi in posizione di parata mentre la mamma (che di li a pogo sgraverà un ragazzino, sgraverà è il termine migliore per definire la scena del parto) prova a salire per la salveza di entrambi.

F) Con quale tecnica Zampa recuperi poi moglie e figli (ormai 2) resta un mistero.

G) Qualcuno sosterrà che all’epoca i materiali da me indicati non c’erano . Sbagliato, i cacciatori conoscevano il sisntetico ed erano ottimi produttori di guaine idrorepellenti (per cui sintetiche). Come lo so??? Il pozzo di cui sopra aveva un diametro di una decina di metri e si riempie di circa 1m 80 cm (fanno 140.000 lt d’acqua) in un paio d’ore di pioggia. L’unica spiegazione possibile è che il terreno fosse ben impermeabilizzato.

In buona sostanza se i soldi spesi per fare un film che cita film già citati dai simpson e non parla d’arrampicata li avessero dati a me sarebbe stato meglio. Avrei comprato anche qualche cosa a tutte le persone a cui voglio bene.

 

Michael Brecker gennaio 15, 2007

Posted by Lo Scafo in Musica.
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SaxE’ morto a 57 Michael Brecker. Non è stata droga, AIDS o una vita d’eccessi a stroncarlo ma la leucemia. Se ne va uno dei sassofonisti più espressivi e discreti. La sua classe è lampante ma mai invasiva, il suo suono passa dal delicatissimo al solo estremo senza perdere di continuità.

 

Mi intristisce l’idea che da oggi la sua musica è storia, che le sue note non arricchiranno nuove collaborazioni e che il suo suono si potrà scoltare solo tramite un hi-fi.

Saddam Hussein e la moratoria all’ONU gennaio 5, 2007

Posted by Lo Scafo in Robba seria.
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CappioCome quella di molti molti altri dittatori, la vita di Saddam Hussein è finita con un cappio al collo. Al di fuori dei suoi seguaci e/o nostalgici nessuno ha provato pena per lui, molti però si sono espressi fermamente contro la sua condanna. In occasione della morte di Al Zarqawi avevo fatto un post e non voglio ripetermi, sull’esecuzione di Saddam credo ci siano altre considerazione da fare.

 

La posizione dell’Italia è stata molto importante, da qualche parte sono arrivate critiche di donchisciottismo a mio avviso sbagliate: la rilevanza e la contradditorietà politica di questa esecuzione lasciano spazio ad un’azione come quella del governo Prodi, in Iraq la situazione è talmente confusa che risulta difficile parlare di “interferenze sulle scelte di uno stato sovrano”; la reazione di condanna all’uccisione di Saddam è poi del tutto priva di slanci emotivi… “Saddam boia, è ora che tu muoia” si cantava in piazza durante la prima guerra del golfo… chiaro che le esecuzioni per reati minori in cina o quella drammatica dei due ragazzi diciottenni in iran (mi pare) impiccati perchè omosessuali meriterebbero mobilitazioni, il problema sta nell’opportunità politica.

 

L’elementare legge degli insiemi (che molta gente sembra non aver imparato) fa si che condannare duramente l’esecuzione di Saddam equivalga a condannare in maniera esponenzialmente superiore le condanne alla pena capitale per reati minori.

 

Chiaro che quando un dittatore viene deposto la sua morte diventa una necessità politica: uccidere Saddam, il fratellastro ed il terzo imputato garantiscono un colpo di spugna per la miriade di complici tra cui governi occidentali. Basti pensare alla fine di Ceausescu; la sua morte senza quasi proceso ha permesso ai quadri del vecchio partito comunista di riciclarsi a loro piacimento.

 

Lasciare poi che alla storia Saddam risulterà per iscritto colpevole solo della strage di un centinaio di persone è forse il peggior affronto che si possa fare alle altre innumerevoli vittime.