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E chi se ne frega agosto 28, 2006

Posted by Lo Scafo in Eventi.
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Sole che rideC’era una canzone che diceva una cosa tipo “voglio un pensiero superficiale”, ecco quest’anno tornato dalle vacanze anzichè la solita crisi da rientro condita con improbabili progetti tipo “lascio tutto, mi compro un casale verso Bracciano e mi metto a coltivare l’orto” ho semplicemente voglia di non interessarmi di cose che mi fanno arrabbiare, un po’ tipo Nanni Moretti in Aprile quando si accorge che per anni ha conservato ritagli di giornale solo perchè lo facevano incazzare.

Vediamo quanto dura, si accettano scommesse.

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L’ultimo viaggio de “La Scafo” agosto 23, 2006

Posted by Lo Scafo in Arrampicata, Eventi, Totale.
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Ultimo Viaggio..L’ultimo viaggio …non so se solo in senso cronologico o definitivo… certo è che quello a Rodellar è stato per la scafo uno dei viaggi più duri: all’andata la decisione di affrontare 2 valichi anzichè la comoda autostrada ha richiesto una potente rimboccata al radiatore nonchè una raffreddata ai freni una volta giunti a valle; al ritorno il rischio di chiamare l’ACI si è manifestato come uno spettro e se non fosse stato per lo spirito d’iniziativa dell’Anonimo Anarchico non so se saremmo riusciti a ricaricare la frizione.

La Scafo e la Caxxo ci hanno comunque condotti in uno dei paradisi dell’arrampicata mondiale, non che ne abbia visti chissà quanti ma di certo la gola di Mascun (Barranco de Mascun) è il posto più affascinante, completo e coinvolgente dove io abbia scalato da quando vado su roccia, cioè poco più di due anni.

Per arrivare a Rodellar si lascia la statale a metà strada tra Barbastro e Huesca (città che da il nome all’intera regione) e si sale 50km per una strada piccola ma ottimamente asfaltata, quando la strada finisce si è arrivati, da quel punto in poi si estende l’impressionante gola sorvolata dai grifoni.

Arrivati al Camping Mascun ci siamo subito accorti che per affrontare gli strapiombi della Gran Boveda (il settore forse più celebre, con vie tutte al di sopra del 7a+) avremmo dovuto farci fare almeno 2 o 3 rasta, pare infatti che per un principio di sansoniana memoria le trecce alla Bob Marley diano la forza necessaria a tenere le splendide canne che adornano le multicromate grotte dei vari settori.

Forti dei Piercing di Bibo e dei miei tatuaggi abbiamo pensato che tuttosommato eravamo abbastanza fricchettoni anche noi e per evitare discriminazioni abbiamo provveduto a ridurci allo stadio di punk a bestia nel giro di 48 ore, adottando subito Sacco di Merda, Flusso di Piscio e Latte Macchiato ovvero i tre cani dei nostri vicini di trenda come da noi ribattezzati.

L’atmosfera del campeggio era tra le più rilassate che abbia incontrato, paragonabile giusto a quella del SALOS in salento. L’impatto poi per me è stato ottimo, il primo giorno ho perso il telefonino (assolutamente inultile a Rodellar, pare prenda a tratti solo in un punto del settore “El Camino”) per ritrovarlo alla reception, rispetto ad Ailefroide dove ci avevano aperto le tende e fregato l’ira di Dio…

Le giornate sono andate avanti in maniera splendidamente ripetitiva, movimentate dagli arrivi e dalle partenze di vari amici che improvvisamente ci ritrovavamo al campeggio.

Le altre tappe (Albarracin e Mallos) le abbiamo lasciate per la prossima volta, anche se le pareti di Mascun offrono una tale varietà di tiri da affossare ogni desiderio di esplorare altri posti.

In due setimane siamo passati da placche a strapiombi, da vie di 12 metri con passaggio singolo a vie con 40 metri di continuità, dallo schianto del mio cranio su una via con spittatura allegra (con tanto di crepa sul sopracciglio saturata da una splendida dottoressa spagnola con un punto di sutura) alle prestazioni di Bibo (7B+) Luigi (7B) ed Ebu (6C+).

Oggi si ricomincia a lavorare e tuttosommato non mi è presa male, il dirigente mi ha fatto trovare una splendida poltroncina-divano al posto della mia sedia per facilitare i miei sbraghi pomeridiani, dimostrando un’ironia davvero apprezzabile.