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Novantanove luglio 27, 2006

Posted by Lo Scafo in Arrampicata, Eventi, Totale.
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novantanoveQuesto è il post numero 99, mi sembra quello opportuno con cui salutarvi per l’estate. Starò un’altra settimana a Roma ma in questi giorni non ho molta voglia di curare il blog.

Ci si rilegge a fine Agosto quando Rodellar, Albarracin e Mallos de Riglos saranno ormai esperienze fatte non una ambita meta soddisfacenda.

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Spremere sempre di più luglio 17, 2006

Posted by Lo Scafo in Clamoroso al Cibali, Robba seria.
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LimoneSu “L’Espresso” di qualche mese fa c’è un articolo che riporta le idee di uno dei tanti geni dell’economia che popolano il pianeta. Questo tipo sostiene infatti che c’è ancora un mercato disponibile e poco sfruttato: quello delle popolazioni che vivono con due dollari al giorno.

In pratica la tesi è quella di creare confezioni monouso di prodotti di vario genere, tipo un balsamo per capelli, in modo che anche una donna che per campare deve mandare i figli a cucire i palloni della nike, possa una volta ogni tanto farsi un balsamo.

La sotanza è che visto che i morti di fame sono una marea ognuno di questi prodotti verrebbe venduto tantissimo, permettendo lauti profitti.

Va bene che come ci insegna lo spot dalla busta gialla occorre “far girare l’economia”, ma qui mi pare si arrivi allo sciacallaggio…

Il Chinotto è uno solo luglio 13, 2006

Posted by Lo Scafo in Le mie battaglie.
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ChinottoA volte mi domando con quale faccia il barista, il rosticcere o chi per lui possa servire un chinotto che non sia il Neri. In alcuni casi estremi posso poi accettare che mi venga somministrato del chinotto “San Pellegrino”, nel momento in cui però vedo stappare una bottiglia di Chinotto Fanta resto allibito: bisogna veramente avere il deretano in faccia, è come se vai al ristorante, chiedi una fiorentina e ti presentano un petto di tacchino.

La morte di Syd Barrett luglio 11, 2006

Posted by Lo Scafo in Eventi, Musica.
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Diamante pazzoE’ morto Syd Barrett, il Pifferaio e il Diamante Pazzo dei Pink Floyd.

Credo che andrò a casa a sentire in silenzio The piper at the gates of down.

Riprendiamocelo luglio 10, 2006

Posted by Lo Scafo in calcio, Le mie battaglie.
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Forza ItaliaQuarta coppa del mondo per l’Italia, seconda che vedo nella mia vita (Italia Germania 3-1 del 1982 è stata la prima partita intera che ho visto in vita mia). Spendo giusto due parole sull’avvenimento: coppa meritata, la finale la Francia l’ha persa per la cavolata di Zidane (la nemesi non perdona)… les Blues non hanno un attacco, alla fine la Germania c’aveva fatto più tiri in porta.

Quest’occasione potrebbe essere buona per riprendersi il grido Forza Italia, sarebbe il modo migliore di offuscare l’odioso nano pelato ed il suo ridicolo movimento politico che è tutt’ora il più votato in Italia.

Se da domani il grido Forza Italia richiamasse il rigore di Grosso e la traversa di Trezeguet sarebbe un altra spallata per il nano coi tacchi di Arcore.

TAV luglio 4, 2006

Posted by Lo Scafo in Robba seria.
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TAVNon ho mai preso una posizione sulla faccenda TAV, un po’ perchè non sono abbastanza informato un po’ perchè è estremamente difficile trovare fonti obiettive: da un lato minacciano disastri atomici nel caso in cui la montagna venisse forata, dall’altro spacciano come essenziale al genere umano un risparmio di 50 minuti nella tratta Lione-Torino.

Ieri leggevo un racconto di un surfista che passava mesi in un isola portoghese facendo la spola tra due paesini per praticare il suo sport (non ho il libro con me e non mi ricordo ne’ il nome dell’autore ne quello dell’sola e dei due paesi).

Nel racconto quest’isolotto viene dipinto come un paradiso per surfisti, come un posto naturalisticamente splendido, con dei ritmi e degli stili di vita propri.

Gli abitanti sono per lo più pescatori, affittacamere per turisti che con gli anni, specie grazie al surf, aumentavano di numero.

Altra caratteristica era il forte campanilismo che divideva i due paesini, separati da una stradina che richiedeva 3 ore per essere percorsa.

Un bel giorno la Comunità Europea decise che il Portogallo era tra i paesi “sottosviluppati” in Europa, questo significa enormi finanziamenti per infrastrutture ed ammodernamenti, almeno fino a che non fossero stati ammessi i nuovi stati membri.

Ebbene su quest’isola iniziarono i lavori per costruire un tunnel che avrebbe ridotto il tempo di percorrenza tra i due paesi da 3 ore a 50 minuti. Gli abitanti vedevano di cattivo occhio questo tunnel che sarebbe servito solo ai turisti che surfavano e avrebbe permesso agli “ubriaconi” del paesello “rivale” di raggiungere l’altro e rompere così la quiete.

Ciononostante la popolazione locale di giorno lavorava alla realizzazione del tunnel e la sera si lamentava dell’opera.

I soldi continuavano ad esserci, e la ricca famiglia locale (ammanicata col presidente della regione) vedeva enormi guadagni prospettarsi. Vennero innalzate strade, viadotti etc. fino a che (nel 2001) non venne deciso di creare un viadotto sul lungomare, venne fatto un terrapieno sulla costa, distruggendo scogliere e spiagge, modificando la vita dei pescatori e impedendo di fatto il surfing.

Ci fu chi protestò, ma erano maggiormente surfisti stranieri e gli abitanti del luogo non amavano quest’intrusione, andavano a loro modo orgogliosi di quest’ammodernamento e vedevano male (“non volgiono permetterci di diventare moderni!!”) chi protestava per preservare quella che doveva essere la più bella costa oceanica in Europa.

In sostanza un’isoletta ora si trova ad avere le infrastrutture di Los Angeles, la famiglia locale molti più soldi, il presidente della regione pure. La gente del posto lavorando ai cantieri qualche soldo l’ha ricevuto. Il gioco sarà valso la candela???

Ritorno a Frosolone luglio 3, 2006

Posted by Lo Scafo in Arrampicata.
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RinvioA dire il vero questo post l’avrei voluto scrivere la settimana scorsa, quando siamo tornati a Frosolone.

Quando si ritorna in una falesia dopo un anno di allenamento la curiosità è tanta, ci si ricorda di tiri durissimi, di passaggi fatti solo dopo decine di voli, o quella via sulla quale ci si era cimentati nonostante il grado risultasse proibitivo.

Lo sport non concede grandi boriosità: il culo, la sfiga, la forma, la testa da un altra parte sono sempre fattori relativi… il ritorno a Frosolone avrebbe dato un responso alle domande:

– Quanto ci tenevamo lo scorso anno?

– Qant’è stato il margine di miglioramento???

Più che un responso da temere si trattava di una curiosità che le vie di Sperlonga, Bassiano e Ripa non ci possono soddisfare.

Arrivati abbiamo deciso di fare la Dariata, tutte le vie da sin a dx, nelle ultime ore di luce si arrampicava bene ed ho riscoperto caratteristiche di frosolone, tipo che i buchi nella roccia sono al contrario: svasi sotto e piatti sopra, che è il regno del “manopiede” (dio salvi gli ultimi mesi di stretching), che le vie – molte delle quali tracciate da Fiorino – seguono delle linee un po’ arzigolate.

In buona sostanza ci siamo resi conto che i voli su quella via (data 6a) non erano dovuti agli eccessi dell’alcol della sera precedente ma al fatto che il passaggio nel bucone ha il suo perchè, che Slayer ormai si fa (io non l’avevo mai provata, ma l’alone di leggenda che la ricopriva destava curiosità), che le vie vicino al corridoio fresco e ombreggiante (fino alle 13.00) sono belle, dure e rigorosamente esposte al sole.

Altra scoperta è stata che i temuti cartelli di divieto di campeggio sono solo nella fantasia dell’amico Matteo e che il ristorante li vicino è buono ed economico, sta volta l’avvicinamento l’abbiamo fatto “solo” con attrezzatura, tende, stuoini, vestiti, tanica d’acqua… legna, griglia, carne e altro cibo ce li siamo fatti servire al tavolo.