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La vera storia di Tranquillo giugno 23, 2006

Posted by Lo Scafo in Le mie battaglie.
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InfoQuante volte avete sentito dire la frase “Tranquillo ha fatto una brutta fine… è morto inculato” ?

Ebbene sappiate che questo è un falso storico, dovuto ai pochi mezzi di comunicazione che c’erano all’epoca in cui Tranquillo e Ansioso si misero in viaggio in cerca dell’Isola della Felicità.

Tranquillo e Ansioso avevano deciso di intraprendere questo viaggio a bordo di una barca seguendo una rotta che andava fuori da quelle comuni, sapevano che il viaggio sarebbe stato rischioso. Ansioso era chiaramente titubante mentre Tranquillo aveva deciso senza farsi troppi problemi che per lui era giunto il momento di tentare quest’avventura. Non che Ansioso non fosse attratto o non sentisse l’esigenza di nuove esperienze, ma nel momento di decidere andava sempre nel pallone, fu così che prese una bottiglia con una pozione rilassante, ne bevve un po’ e partì con Tranquillo a bordo della loro barchetta.

Il viaggio scorreva senza problemi, giorno dopo giorno i due sentivano che la loro meta si stava avvicinando… una mattina Ansioso si svegliò e vide un gabiano, due , tre uno storno TERRA!!!! l’Isola della Felicità era a due passi da loro. Ansioso si esaltò subito scaricando con urla di gioia tutta la tensione accumulata, Tranquillo sorrideva pensando che tutto sommato anche se quella non fosse stata l’isola della felicità un po’ di riposo su terraferma gli avrebbe fatto piacere.

Attraccarono l’isola e si misero ad esplorare il loro nuovo mondo. Ansioso aveva l’adrenalina a mille, convinto di aver raggiunto l’agognata meta cercava ovunque conferme, Tranquillo studiava invece l’isola: voleva di capire dove gli sarebbe convenuto pernottare, dove sarebbe stato possibile trovare del cibo e via discorrendo.

Mentre camminavano sentirono rumori strani, Ansioso si paralizzo’, Tranquillo alzò lo sguardo e vide sopra gli alberi degli uomini che gli stavano tirando una rete addosso.

I due vennero intrappolati e portati su una gabbia di canne di bambù in cima ad un albero cresciuto sopra uno dirupo che dava a picco sul mare, da un lato vedevano quindi l’oceano e dall’altro la foresta.

Sotto il dirupo si sviluppava una scena orrenda, una serie di ossa accatastate: erano i corpi di tutti quelli che prima di loro avevano tentato l’avventura: si erano imbattuti nella temutissima “Isola dei Seviziatori”…

Ansioso tremava, Tranquillo – impassibile – fissava la foresta sotto di loro, dove si innalzava una spece di altare.

Quando calò la notte arrivò un gruppo di indigeni, accesero delle torce per illuminare l’altare, calarono una gabbia simile a quella dove i due erano rinchusi, estrassero un uomo, lo denudarono e lo legarono prono sull’altare. Come l’uomo urlo’ dallo spavento si levò un rullo di tamburi e da quel momento la scena fu orribile: gli indigeni superdotati possedettero a turno l’uomo fino a che questo non spirò.

Tranquillo e Ansioso non riuscirono a prendere sonno: avevano capito bene quale destino li avrebbe attesi la notte seguente, unica incertezza.. quale dei sue sarebbe finito per primo sull’altare…

La giornata seguente passò lenta e silenziosa, arrivò la notte e gli indigeni montarono le torce. Ansioso tirò fuori la bottiglia dove aveva conservato la pozione rilassate:

“Scriverò una lettera, la metterò nella bottiglia voglio lasciare un messaggio”

E fece per svuotare la bottiglia, Tranquillo lo fermò dicendogli:

“Fermo, beviamola, non sentiremo il dolore”

Ansioso gli diede del folle:

“Se beviamo la pozione perdiamo ogni possibilità di salvarci, dobbiamo rimanere lucidi!!!”

In quel momento un indigeno da sotto indicò Tranquillo, il dubbio era sciolto, lui sarebbe stato il primo.. così mentre calavano la gabbia strappò dalle mani di Ansioso la bottiglia e la scolò tutta, Ansioso riprese la bottiglia vuota la rimise nella sacca e perse i sensi.

La mattina dopo Ansioso vide il corpo di Tranquillo vicino a quello dell’uomo della prima sera, shoccato prese un pezzo di carta e ci scrisse “Tranquillo è morto inculato”, mise il biglietto nella bottiglia, la siglillò e la lanciò a mare.

La sera stessa la sorte non diede scampo ad Ansioso, i sensi non lo abbandonarono, legato all’altare lanciò un urlo disperato, partì il rullare dei tamburi ed il rito si protrasse fino alla sua morte.

La bottiglia lanciata da Ansioso venne raccolta da un vecchio di una grande città portuale dell’epoca, lesse il messaggio, lo diffuse e lo tramandò fino ai nostri giorni.

Questa lunga storia ci insegna a questo punto che oltre a Tranquillo anche Ansioso morì inculato, ma come in tutte le storie c’è un colpo di scena…

In pochi sanno che un discendente del vecchio ritrovò la bottiglia col messaggio ed incuriosito si informò sulla leggenda, decise così di intraprendere il viaggio ed arrivò all’Isola dei Seviziatori.

La sua prima sorpresa fu quella di non trovare la barchetta con cui Tranquillo e Ansiono avevano raggiunto l’isola, non curante continuò il suo giro.

Sapeva che Tranquillo e Ansioso aevano con loro due sacche e che in una delle due era contenuta la mappa per l’Isola della Felicità.

Girando ancora trovò l’altare ormai coperto dal muschio, si affacciò al dirupo e vide gli scheletri ammassati. Vide anche a terra la gabbia che probabilemte aveva tenuto prigionieri i due, notò un sacco, lo aprì e trovò un pezzo di carta strappato dove sembrava esserci scritta la ricetta della pozione ed un carboncino che sembrava essere quello utilizzato da Ansioso per scrivere il messaggio.

Cercò disperatamente la sacca di Tranquillo che doveva essere quella che conteneva la mappa per l’Isola della Felicità ma nulla… cercò ancora la barca sperando che Tranquillo l’avesse lasciata lì… ma le ricerche non diedero esito.

L’uomo si sedette ed ebbe un’illuminazione: Tranquillo non era morto inculato!!!

Prendendo la pozione si era addormentato ed una volta legato all’altare non aveva lanciato l’urlo di disperazione che dava inizio al rito.

Credendolo morto gli indigeni non eseguirono il rito e lo accatastarono di fianco sgli altri corpi ed in quel macabro giaciglio dormì per altri due giorni interi.

Svegliatosi vide il corpo del compagno e si rammaricò: se Ansioso avesse deciso di bere la pozione non solo si sarebbe salvato, Tranquillo stesso avrebbe dormito molto di meno (avrebbe preso metà dose) ed avrebbe liberato Ansioso risparmiandoli un giorno di spaventosa agonia.

Risalita la rupe entrò nella sua vecchia prigione recuperò la sua sacca con la mappa e le vivande, raggiunse la barca e navigò alla volta dell’Isola della Felicità.

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Commenti»

1. carlomelina - giugno 23, 2006

IL METABLOG DELLE SINISTRE TI MANCAVA.
🙂

2. popular - giugno 26, 2006

i miei complimenti!!!

3. Lo Scafo - giugno 26, 2006

## Jambo… era solo questione di tempo…. 🙂
##Popular è una vecchia battaglia iniziata con un manager ansioso da far paura con cui ho lavorato fino a due anni fa… comunque grazie

4. scottlumber - giugno 26, 2006

ah ma è tua?
beh, altissimi livelli!
lingua scorrevole, buon ritmo della narrazione e grande padronanza dei meccanismi dell’affabulazione.
Voto: 5 e mezzo
😉

5. carlomelina - giugno 27, 2006

Un anno dopo toqueville, per l’esattezza.

6. Lo Scafo - giugno 27, 2006

Scott.. che c’entra quel voto…??? mica era un tema!

Jambo.. noi zecche copione…

7. .Client (si legge PUNTOCLIENT) - giugno 28, 2006

Prendo coraggio e commento questo splendido blog che leggo regolarmente (quando mi ricordo 🙂 ).
Splendida la storia…temevo che Tranquillo fosse passato per il ‘sacro spiedino’ ma in stato comatoso e dunque meno doloroso.

2 anni fa? Ma chi era questo manager?

Belle anche le iconcine. Uno stile che cresce col tempo.

E dato che ci sono ti rubo una domanda:
Dato che questo e’ un blog di arrampicatori (non sociali), vorrei chiedere dritte per far avvicinare la mia (fin troppo paziente) compagna alla vostra arte.

Grazie!

8. Lo Scafo - giugno 28, 2006

PUNTOCLIENT… smetto di piangere dalla commozione e ti rispondo…
dammi un minuto….

Il manager in questione è numerodue, lo conosci bene pure tu… ogni volta arrivava con quella vocina stridula e la mano in tasca che si grattava gli zebedei facendoti domande subdole per capire se qualcuno gli aveva raccontato qualche cavolata.

Discorso tipo

N2: “eheheh Paolo mahhh allora… questa delivery???? c’erano 27 anomalie aperte, quella critica.. a che punto siamo…?”

PA: “TRanquillo Mario, tutto sotto controllo”

N2 “Tranquillo ha fatto una brutta fine ehehehhe”

PA: “Perchè non sai quell’ d’Ansioso”

Ed il discorso finiva li.

Per l’arrampicata:
Io vado in una palestra sul lungotevere flaminio all’altezza del teatro olimpico (ecole verticale), se abiti ancora a Centocelle ce ne hai una sulla casilina (z-climb). A pietralata ce ne sta un altra.

ecco, ho asciugato ora l’ultima lacrima

9. anonimo anarchico - giugno 29, 2006

Quindi .Client è dei nostri, oppure lo sarà persto,
un consiglio per convincere la tua donna, se vorrà mai provare lìemozione di vedere dei dorsali ipertrofici e degli addominali scolpiti che con invidiabile siluette si stagliano contro l’ultima luce di una parete rocciosa il tutto contorniato di natura ed emozione non può non provare a scalare almeno una volta nella vita…
Importante: non è pericoloso!!! sono illazioni della Lobby di coloro che affittano i campi da calcetto e dei chirurgi ortopedici per convincere le persone ad operazioni periodiche ai crociati e alle caviglie…

10. anonimo anarchico - giugno 29, 2006

PS: scalare è meglio che scopare (speriamo non lo legga la mia donna) puoi passare settimane in montagna senza avere mai voglia di una donna, circondato da nerboruti omaccioni che scoreggiano e fanno facile umorismo sull’igene delle tende e della cucina…

anonimo anarchico

11. .Client - giugno 30, 2006

Caro “allegro” scafo,
grazie grazie per le info e i bei ricordi: l’emozione e’ stata forte anche per me.

Anonimo: Io non so se saro’ dei vostri, prima debbo risolvere tutta una serie di “anomalie funzionali” lato ortopedico, ma e’ molto probabile che la mia compagna lo sara’.
Sulla pericolosita’ non ho alcun timore: conosco Lo Scafo e so che non e’ una persone che butterebbe via la sua vita per niente (poi il suo basso a chi lo regala? 🙂 ) eppoi diciamocelo: io vado in scooter al lavoro ogni giorno, c’e’ qualcosa di piu’ rischioso?
Forse dirigere il TG4…ma questa e’ un’altra storia.

12. simone - marzo 19, 2009

avevo in testa di scrivere una canzone sulla storia di tranquillo, be dopo aver letto il tuo racconto non ho potuto far altro che prendere spunto aggiungendo qualche gioco di parole ed una piccola morale… spero che questo non ti crei fastidio e se un giorno qualcuno mi darà la possibilità di registrare seriamente ti contattero’ ciao

13. Anonimo - dicembre 18, 2010

[…] […]

14. 07112007 « In Danilo's mind: Parole in libertà tra il serio e il comico - giugno 3, 2011

[…] Spiegazione Questo proverbio romano è conosciuto da molti. Per farvi capire meglio ho cercato su internet, ma la cosa che si avvicina di più alla spiegazione è questo sito qua […]

15. Rosa Stranieri - ottobre 13, 2011

non solo tranquillo e ansioso…. anche intelligente!!!

16. MARIA ELENA BOSCHI & BANCA ETRURIA « Lo Spirito dei Tempi…. - dicembre 5, 2017

[…] ci pensa la Boschi, Banca Etruria non può Fallire, il Governo la Copre”. E come dice quella Vecchia Storiella : “Tranquillo ha fatto una brutta fine…..è morto […]


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