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20 Sigarette a Nassirya gennaio 19, 2006

Posted by Lo Scafo in libri, Robba seria, Totale.
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20 siagretteSi consente la riproduzione parziale o totale dell’opera e la sua diffusione per via elettronica, purchè non a scopi commerciali e a condizione che questa dicitura sia riportata.

Forse solo per questa dicitura un libro meriterebbe una citazione, “20 Sigarette a Nassirya” ha un altro motivo: contiene una testimoniana eccezionale dell’attentato del 12 Novembre 2003.

Io non sapevo che in quell’attentato oltre ai miltari fossero rimasti coinvolti 2 civili, uno rimasto ucciso ed uno, Aureliano Amadei – l’autore del libro – ferito.

i 2 si trovavano a Nassirya per girare un film e si ritrovano per caso nella caserma dei Carabinieri al momento dell’attentato; la sopravvivenza di Aureliano viene considerata da tutti quasi inspiegabile, nel suo racconto ricorda esattamente il momento in cui il camion-bomba gli viene incontro.

La straoirdinarietà della sua testimonienza è racchiusa nella personalià stessa dell’autore, è un ragazzo simile a tanti con cui ho convissuto la mia vita, un ex punk, antimilitarista, figlio di sessantottini… uno con cui mi sarei potuto fare una canna in una qualsiasi delle mie vacanze.

Leggere il suo libro è un po’ come stare con una persona durante una vacanza e sentire il suo racconto come se ci stessimo bevendo una birra. Proprio questo mi ha portato ad immedesimarsi molto nelle considerazioni sul conflitto che vengono fatte, analisi nella quale sono centrali degli scenari nei quali non mi è capitato mai di immaginarmi:

Come si analizza la guerra in Irak dopo che la tua scorta è stata uccisa nell’attentato?

Quando a salvarti sono stati dei civili Irakeni?

Quando sei stato curato in un ospedale di campo americano?

Le riflessioni di Aureliano non portano assolutamente a revisioni del suo approccio pacifista, ma, forse, lo rinforzano quando filtrate da un esperienza nella quale i militari non sono più un unica entità ma persone diversissime tra di loro, i giochi politici hanno un’evidenza diversa e sei stato ricoverato con gli yankee.

Nel finale l’autore racconta di come lui venga “forazto” da terzi a cercare motivi “mistici” per la sua sopravvivenza; più che una risposta viene ricercato un “perchè” alla risposta. La sensazione che ho avuto e che la sua sopravvivenza sia frutto di quelle “anomalie” che avvengono in un sistema che consentendo di girare un film con tanto di troupe in zona di guerra, ottiene una testimonianza che sbugiarda le sue menzogne, arricchisce chi gli è contrario e fa riflettere i più dubbiosi dei suoi seguaci.

N.B.

Ho visto che diverse persone hanno raggiunto il blog tramite google, il post è di un po’ di tempo fa ma se avete domande da fare lasciate pure un commento, verrà sicuramente letto e se avete domande vi risponderò sicuramente.

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Commenti»

1. AnonimoAnarchico - gennaio 19, 2006

Eh già,
anche Capitan scafista scendendo dalla suo trono dei punti di vista strategico-tattici scopre che il mondo è fattto di tante singolarità che offrono punti i vista e sfaccettarure multiple della realtà…
Ricorda Capitano: ognuno nella sua vita è un protagonista, in fondo come ti dicevo l’altro gionro in montagna, siete solo delle proiezioni della mia fantasia per quanto ne so!

2. eugenio - gennaio 19, 2006

Ma non ha un blog Aureliano Amedei? Cosi’ gli segnali il post.
ps
poi mi presti il libro?

3. Todomodo - gennaio 19, 2006

Sembra davvero interessante, non pensavo ci avesse scritto un libro…
(non lo prestare a eugenio, te lo rovina)

4. eP9 - gennaio 19, 2006

@@Anonimo, mi sono storto una caviglia scendendo dal mio trono… già che ci sei perchè non mi immagini mentre libero un 8b a vista?

@@Ebu, non credo abbia un blog, ho trovato un articolo su “carta” che parla del libro ed ho inviato una mail all’autrice.
link articolo:
http://www.carta.org/rivista/settimanale/2004/45/45Mordenti.htm

@@Todo, mi devono tornare indietro almeno 2 libri che ho prestato di recente.. Eugenio dovrà aspettare!

5. AnonimoAnarchico - gennaio 19, 2006

Ci sto pensando…
non ti accontenti di un 7c?
D’altra parte con la caviglia distorta devi stare un pò sottogrado…

6. Cy - gennaio 20, 2006

7c ?
ma con le tenaglie che si ritrova dovrebbe fare l’8c… se tiene come ‘n’aquila…

7. Lo Scafo » - gennaio 29, 2006

[…] Ho ricevuto oggi una email da Francesco Trento, co-autore con Aureliano Amedei del libro “20 Sigarette a Nassirya” su cui ho fatto un post qualche giorno fa. Nei limiti delle possibilità di questo spazio ci tengo a continuare a dare visibilità a testimonianze sommerse. Ringrazio Francesco e Aureliano per avermi contattato. Ciao Paolo, ho ricevuto da Rosa la segnalazione del tuo blog, e ho letto il post. Innanzitutto grazie, ci fa sempre felici vedere che il libro trova non solo dei lettori attenti, ma dei sostenitori attivi. Purtroppo in Italia criticare la “missione di pace” è diventato sempre più difficile. I morti di Nassirya sono stati usati contro il movimento della pace, e in qualche modo adesso raccontare la verità sul ruolo dei “nostri” soldati in Iraq scatena delle striscianti forme di censura. Pensa ai video di Ranucci su Falluja e Nassirya. In qualsiasi altro paese, Ranucci sarebbe un eroe dell’informazione libera, una sorta di Michael Moore. Invece qui i vertici della Rai non l’hanno nemmeno ringraziato (nonostante più di 120 televisioni abbiano chiesto di comprare il video su Falluja), e Sigfrido continua a lavorare nelle stesse condizioni di prima, “in uno scantinato”. Per vedere i suoi filmati dobbiamo organizzarci in gruppi di cento, nelle sezioni dei partiti, delle associazioni, come dei carbonari. Lo stesso vale per il nostro libro. Aureliano, che è l’unico superstite civile dell’attentato, sarebbe l’ospite ideale di Matrix o Porta a Porta, quando si parla di Nassirya. Ma siccome è contro la guerra, siccome è critico nei confronti dei nostri comandi e del nostro governo, non lo invitano. Oppure lo invitano e poi disdicono. E allora l’unico modo di far conoscere il nostro libro è questo: presentazioni in giro per l’Italia (altre riunioni di carbonari), e dei lettori appassionati che, come te, come voi, si trasformano in “strilloni” e fanno circolare la notizia sui blog, in radio, col buon vecchio passaparola. Grazie a te, grazie a voi, il libro ha esaurito la prima tiratura e proprio in questi giorni è uscita la seconda ristampa. Nei nostri sogni, ce ne sarà una terza, e poi una quarta, e ancora, finché non riusciremo a far cambiare idea a un bel po’ di italiani su questa cazzo di missione, finché non riusciremo a costringerli a ritirare le truppe. E poi, con Ranucci, con voi, faremo una mega-riunione di carbonari nelle piazze italiane, per brindare. E ci toglieremo i cappucci, ci conteremo, e saremo milioni. Grazie ancora, Francesco. […]

8. ChiO' - febbraio 12, 2006

ma il libro non è in copyleft? (o come si dice,,,ehm)
dov’è che si può trovare il libro completo in rete?

ancora sostegno (e complimenti) a Aureliano e Francesco

9. eP9 - febbraio 12, 2006

Si il libro è in copyleft, questo non significa però che necessariamente sia disponibile in rete, nel senso che chiunque lo può mettere in rete me non so se qualc’uno l’ha fatto (io perdonami non ne ho il tempo!!!!)
Credo costi comunque pochi euro , ad ogni modo mi sembra che da qualche parte fosse disponibile, se cerchi forse lo trovi!

10. ciseHileVerry - marzo 26, 2008
11. Csbrebwr - dicembre 13, 2008

Thanks!,

12. Inlyte e cigarette reviews - settembre 18, 2014

What’s up to every one, as I am actually eager of reading this weblog’s post to be
updated regularly. It includes pleasant material.


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