Censura Aprile 4, 2007
Posted by Lo Scafo in Le mie battaglie.trackback
Giorni fa ci fu la famosa votazione al senato che fece traballare il governo. La sera – in quella che era casa Bradford – ci vedemmo prima Roma-Lione poi qualche tribuna politica. Ebbene – mi pare su rai tre – c’era Maurizio Belpietro. Quando gli venne data la parola realizzai che si trattava di un ingiustizia: se ci fosse parità d’accesso ai media, qualunque cretino potrebbe dire la sua. Non essendoci tale parità Belpietro non dovrebbe poter parlare al pubblico. Voglio molto bene ai miei amici per cui decisi che nessuno all’interno della casa doveva sentire quello che diceva: attaccai così a parlare senza prendere fiato sovrapponendo la mia voce alla sua.
















Ecco a che servono gli amici! La prossima volta che vedo Belpietro ti telefono e metto il vivavoce.
“Belpietro sta alla ragione come la signora Pina alla bellezza.”
Qualunque persona dotata di senso critico
Eh eh eh…sai che nel giudizio su Belpietro siamo allineatissimi!
trovo paradossale anche il fatto che nelle elezioni il voto di uno che ci si è interessato alla politica, ha vagliato tutti i vari partiti partitini, si è sorbito tribune politiche e assurde promesse, e alla fine ha scelto, il suo voto dicevo, vale come quello di uno che alle 11:30 si presenta alle urne che è appena tornato da un rave.
dovrebero esserci schede elettorali che valgono un voto
e schede che ne valgono mezzo
(e quella di belpietro dovrebbe valere -8)
Marcellopera, ho sempre visto la tua firma sui vari blog di Eugenio e putroppo non ho mai potuto visitare la tua pagina perche “multiply” al lavoro mi viene bloccato dal firewall.
Mi trovo pienamente daccordo con te.
smegma li seppellirà