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Sfumature Giugno 15, 2006

Posted by Lo Scafo in Le mie battaglie, Robba seria.
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SfumatureUna discussione sul blog di Jambo ed il commento (il n°12) di un visitatore estemporaneo mi hanno permesso di focalizzare una questione per me molto importante (non voglio assolutamente paragonare il buon Carlo al tipo che si è firmato GM… intesi).

Moltissime volte mi è capitato in questi 6 mesi di esperienza di blogghista di trovarmi di fronte a muri di gomma, ad incomunicabilità totale. C'è per me alla base di molte discussioni che affronto un pregiudizio nei confronti delle posizioni che posso prendere circa guerra in Irak, terrorismo, criminalità, droga etc. etc.

Spesso se non sempre il criticare l'invasione dll'Irak viene intesa come posizione filo-saddam, filo Osama Bin Laden e quindi filo terrorista.

Essere contro la possibilità di uccidere un intruso in casa significa volerci far invadere da immigrati criminali.

Essere a favore della liberalizzazione significa voler incentivare l'uso di droga.

Quello che spesso noi di sinistra omettiamo di specificare è che queste posizioni non sono dettate da un permissivismo lascista o da da una xenofilia acritica, sono semplicemente un modo diverso di affrontare il problema.

Il fatto stesso che io voglia comprendere il fenomeno terrorismo è per molte persone un parteggiare per esso, voler affrontare il problema droga conoscendo i tossicodipendenti significa essere un tossico a mia volta, intuire che se in Albania muoiono di fame è probabile chi in Italia possano arrivare molti Albanesi che non si fanno molti scrupoli ad ammazzare qualc'uno per un tozzo di pane, significa odiare l'italia.

Più volte ho sottolineato come affrontare le problematiche conoscendole dal dentro sia molto più faticoso, però ci permette una cosa: di vivere tranquilli, senza paure insolute dell'uomo nero ed è il modo migliore per poter affrontare e risolvere il problema.

Se io ho una malattia sono portato a cercare le cause che mi hanno prtato ad ammalarmi, a meno che io non provi un gusto sadico nel curarmi continuamente. Cercare le cause della mia malattia non significa "parteggiare per queste". Se mi prendo 20 raffreddori l'anno comincio ad indagare sul mio abbigliamento, mi accorgo allora che andare in canotta sullo scooter a Gennaio forse non mi fa bene. Io deciderò di coprirmi, un qualche demente mi accuserà di lassismo verso il raffreddore, dicendomi che dovrei continuare a prendere medicine… una volta arrivati a Luglio (se campo ancora) il demente in questione vedendo che il raffreddore non mi prende più dirà che aveva ragione lui, le medicine hanno risolto il problema.

E' probabile che come al solito bisogna anche accettare che esiste gente che c'ha semplicemente voglia di sparare a qualcuno e non potendo arruolarsi nella legione straniera spera in una legge che gli permetta di uccidere.

Nel suo commento GM dice testualmente: "Come si fa a non stere tranquilli dopo la morte di un pazzo fusioso come al zarqawi?"
..ora vorrei sapere quante persone in Italia sono state minacciate da quest'uomo e, pur ammettendo che io decida di rovinarmi la vita vivendo nella perenne paura di un attentato… ora sto tranquillo perchè hanno ammazzato l'emiro???

Commenti»

1. Fortezza_Bastiani - Giugno 16, 2006

“..ora vorrei sapere quante persone in Italia sono state minacciate da Zarkawi e, pur ammettendo che io decida di rovinarmi la vita vivendo nella perenne paura di un attentato… ora sto tranquillo perchè hanno ammazzato l’emiro???”

Certamente no, ma neanche mi strappo le vesti o sollevo questioni etico-giuridiche sulla scomparsa di uno psicopatico. Non credo proprio che il mondo cambierà con la morte di Zarqawi, ma di sicuro non potrà essere peggiore dopo l’eliminazione del macellaio giordano..Anzi!

2. Lo Scafo - Giugno 17, 2006

Ciao Fortezza, bentornato.
Nessuno qui si incatena in piazza o monta tavoli di raccolta firme per riportare Zarkawi in vita, ne sono state versate lacrime per la sua morte.
Il discorso rientra in quello che ho scritto nel post su zarkawi dove le questioni etico-giuridico che sollevo (e nel post lo sottolineo) non sono rivolte a garantire i diritti del criminale…
Le questioni etico morali le sollevo perchè -anche se ormai può anche averci stufato questo tema- in iraq si continua a parlare di missione di pace quando si sta combattendo una guerra con tutte le implicazioni che questa comporta.

3. Fortezza_Bastiani - Giugno 17, 2006

Godere della tua ospitalità è un piacere del quale difficilmente mi priverei, ma senza abusarne per non correre il rischio di sembrare troppo invadente.
Io non credo affatto che la questione irachena sia un tema inflazionato, nonostante la mole di articoli e discussioni aperte. Penso invece che ciò di cui non si parli mai abbastanza non siano tanto le implicazioni geo-politiche o gli (inevitabili) “abusi” che ogni conflitto comporta, bensì la pericolosa involuzione giuridica che si cela dietro le palesi violazioni del diritto internazionale e di convenzioni già sottoscritte dai belligeranti. I nuovi organigrammi strategici, le nuove istanze politiche e militari che la polarizzazione (e polverizzazione) dei conflitti su scala glocal comporta, ha rivelato di fatto l’inefficacia della giurisprudenza corrente. Giurisprudenza pensata per rispondere alle esigenze di un mondo devastato dai conflitti mondiali, ma sostanzialmente compatto e strutturato in blocchi. Secondo me, il vecchio comparto giuridico mi sembra imbalsamato dunque rispetto alla magmatica situazione delle realtà post-guerra fredda. Questa sorta di vuoto normativo, consequenziale all’effettiva inconsistenza dell’ONU (uno scatolone rumoroso, ma vuoto quanto costoso), sta già producendo una inquietante regressione culturale ed un ritorno al vecchio “diritto del più forte” che non ha altra giustificazione se non nel monopolio e nell’esercizio arbitrario della forza, con un potere discrezionale di utilizzo rimesso al (poco) buonsenso del potente di turno. La discussione sarebbe lunga, ma io invece non la voglio menare troppo. Perciò, detto con brutale semplicità, gli Americani nella loro visione elementare e manichea del mondo hanno tuttavia un pregio: non hanno bisogno di nascondersi dietro artifici retorici o immagini di facciata, tipo “missione umanitaria”, “mandato ONU” etc. …si considerano una nazione in guerra, e guerra fanno con lo scopo sostanziale di vincerla. Poco importa se il loro esercito, addestrato per un conflitto convenzionale contro eserciti regolari, si ritrovi ad inseguire bombaroli suicidi, tagliagole psicotici e beduini con RPG per i deserti della Mesopotamia. Gli USA non si muovono in un contesto di peace-keeping …peace-enforcement o peace support operation (o come diavolo le si voglia chiamare!). Cioè non si muovono nell’ambito della missione umanitaria armata, che prevede la presenza di truppe concepite come forza neutrale di infrapposizione tra le parti in lotta; dunque legittimata dal diritto internazionale e sotto egida ONU. Al contrario, come nazione belligerante perseguono la realizzazione di obiettivi militari: tale era Zarqawi col suo forte contenuto simbolico. L’eliminazione di un simile obiettivo è pertanto prioritaria, oltre che legittima. Non si tratta di un ipotetico “diritto ad odiare qualcuno” (e dunque ad ucciderlo), bensì di “funzionalità tattica” (così la chiamano) che poco ha a che vedere coi sentimenti dei singoli.
Per ritornare al peccato originale, che cosa abbiamo a che fare noi ed i nostri militari in tutto questo?!? Secondo me nulla: anche dal punto di vista pratico (cinicamente parlando di convenienze) la missione mi sembra un fiasco colossale e sarebbe ora di tornare a casa (e in fretta!). Ma riguardo alle reali ragioni della nostra presenza in Iraq, bisognerebbe innanzitutto chiedere al Nano di Arcore ed ai suoi sodali… A volte mi sorge un terribile dubbio: che un barbecue al ranch texano di Giorgio Cespuglio valga bene una guerra…!?!

4. Lo Scafo - Giugno 19, 2006

La tua analisi mi sembra estremamente efficace. Che il diritto e le discipline internazionali siano ormai inefficaci ad affrontare la realtà è un problema che metti giustamente in rilievo.
Forse proprio chi invoca il loro rispetto dovrebbe essere il primo a chiederne un ammodernamento, per evitare che questo venga proposto ed effettuato da chiquesto rispetto non ce l’ha mai avuto.
Un po’ è quello che è successo con la nostra costituzione, anche se li ad onor del vero un tentativo di ammodernamento precedente a quello per cui voteremo la settimana prossima c’era stato.

5. Deserteur - Giugno 20, 2006

Ho appena rivisto quello splendido, onirico, visionario e terribile film che è Brazil, di Terry Gilliam. Ecco, mi pare che stiamo andando in quella direzione. La paura dei terroristi per fare accettare qualunque cosa (lei chiede a lui: “ma tu approvi le tecniche di interrogatorio usate dal ministero” e lui risponde “beh, ma servono per proteggerci dai terroristi” – vado a memoria). Le tute usate per ingabbiare gli arrestati, che sono così simili alle tenute utilizzate per i prigionieri di Guantanamo – fantasia che precorre la realtà 20 anni prima. E la schedatura su computer di tutta la popolazione anticipa ciò che si sta facendo un po’ dovunque, specie negli USA. E la tortura, accettata come necessaria (da moltissimi statunitensi, quanto meno). E direi che non siamo che all’inizio…